3Piazza Affari
Milano recupera in una seduta tutto quel che aveva perso
Il fatto. Il FTSE MIB ha chiuso lunedì alle 17:40 a 52.371,54 punti, in rialzo dell'1,60%. La seduta era partita da 51.814,92, ha toccato un massimo di 52.407,46 e un minimo di 51.787,91. La chiusura precedente era 51.545,25: la stessa cifra, con il segno opposto, che venerdì aveva fatto di Milano la peggiore Borsa d'Europa.
Chi ha spinto. Per la prima volta da cinque edizioni possiamo dirlo con i prezzi, e non con un «n.d.»: la fonte è il listino ufficiale di Borsa Italiana, che pubblica l'ora accanto a ogni riga. In testa Banco Bpm a 16,375 euro (+4,30%), poi Ferrari a 363,35 (+2,71%), Inwit a 6,68 (+2,53%) e Finecobank a 23,31 (+2,28%). Su venti titoli rilevati, diciannove sono saliti.
L'unico in calo. Eni, a 23,47 euro, −0,89%. Non è una sorpresa: nella stessa settimana il Brent ha perso il 7,34% e il greggio americano il 12,41%, e chi estrae e raffina vale meno quando il barile costa meno. Lo stesso movimento si vede a Wall Street, dove l'energia è stata il peggior settore della giornata.
Il debito segue, in meglio. Il BTP decennale scende al 4,3350%, dieci centesimi di punto in meno: il calo più ampio della tabella dei titoli di Stato. Il Bund tedesco scende al 3,4617%, sei centesimi. Lo spread fra i due scende quindi a 87 centesimi di punto dai 92 di venerdì. Nota. Il calcolo è nostro; l'ANSA dava lo spread a 89 punti in apertura di seduta, e la differenza si spiega con l'ora della rilevazione.
Il confronto che resta. L'OAT francese è sceso al 4,4710% ma rende ancora quasi quattordici centesimi in più del titolo italiano. È un'inversione che dura da mesi, e vale la pena ricordarla ogni volta che si legge che lo spread italiano «sale»: sale rispetto alla Germania, non rispetto all'Europa.
La nostra lettura. Assegniamo circa il 60% di probabilità a uno spread ancora compreso fra 82 e 95 punti a fine settembre: il movimento di lunedì è parte di un calo generale dei rendimenti e non di una fiducia specificamente italiana. La tesi cade se emergesse un contrasto politico aperto sulla copertura della legge di bilancio.
Perché ti riguarda
Se segui Piazza Affari, stamattina si riparte da 52.371,54 punti e da uno spread a 87, non dai 92 di venerdì. Lo spread non è un numero astratto: è il costo aggiuntivo con cui lo Stato italiano si finanzia, e nel tempo passa nelle imposte e nella spesa pubblica. Le Borse europee aprono alle 9:00. Nota. Che diciannove titoli su venti siano saliti dice che il rialzo è stato ampio, non concentrato: il contrario di quel che è successo a Wall Street.