2Mercati
Wall Street scende: dieci settori su undici in calo
Il fatto. Mercoledì il Nasdaq Composite ha chiuso a 26.936,04 punti, −1,13% (−308,24), dopo i due record di lunedì e martedì. L'S&P 500 ha chiuso a 7.706,03, −0,75%, il Dow Jones a 51.511,59, −0,68%. Tutte e tre le chiusure precedenti della fonte coincidono con quelle che avevamo pubblicato ieri.
Chi ha perso di più. Le piccole società del Russell 2000, −1,77%. Fra i settori le utility, −1,92%, l'immobiliare, −1,55%, e i beni voluttuari, −1,50%. Fra le grandi della tecnologia Alphabet, −3,80%, Broadcom −2,62%, Amazon −2,24%. L'indice dei semiconduttori ha perso l'1,23%.
Chi ha tenuto. L'energia, l'unico settore in rialzo, +0,96%, con il petrolio. Le banche, ultime per cinque sedute, questa volta hanno perso meno dell'indice, −0,47%. E tre delle otto grandi hanno chiuso in rialzo: Meta +1,02%, Microsoft +0,52%, Tesla +0,32%.
Un calo largo. Il fondo che dà lo stesso peso a tutte le cinquecento società ha perso lo 0,70%, quello pesato per valore lo 0,73%: la seduta è stata negativa per quasi tutti, non solo per i grandi. L'indice della paura, il VIX, è salito del 6,83% a 15,18, un livello che resta basso.
Il mondo. Trenta Paesi su trentadue, misurati in dollari, hanno chiuso in calo; in fondo Sudafrica (−3,92%) e Corea del Sud (−3,62%). Stamattina Shanghai perde lo 0,93%, mentre Tokyo, riaperta dopo tre giorni di festa, sale dell'1,33%.
La nostra lettura. Assegniamo circa il 50% di probabilità a un Nasdaq sopra i 27.000 punti a fine settembre, contro il 55% di ieri: la visita di Xi e la proroga della tregua sui dazi aiutano, i rendimenti sopra il 5% pesano. La tesi cade se il decennale salisse ancora oltre il 5,13% toccato mercoledì.
Perché ti riguarda
Se hai un fondo o un ETF sul mercato americano, mercoledì hai perso fra lo 0,7% e l'1,1%, a seconda di quanta tecnologia contiene: la seduta ha cancellato quasi tutto il guadagno dei due record. In euro il calo è un po' più piccolo, perché il dollaro si è rafforzato. Un giorno così è normale dopo due massimi: conta la direzione delle prossime settimane, e quella dipende dai tassi.